Combattere l’acne? Eliminate latte e derivati

Il latte vaccino, quello che ci fanno bere da bambini una volta terminata la fase dell’allattamento, non dovrebbe entrare nella nostra alimentazione.

Perchè? Il motivo è molto semplice: fa male.

Il latte delle mucche, delle pecore, delle asine, insomma di qualsiasi mammifero vivente, viene prodotto dalla femmina nel momento della gravidanza per allattare e svezzare appunto il proprio piccolo.

Ebbene noi ‘rubiamo’ quel latte che in natura non è destinato a noi. Noi assimiliamo il latte di un’altra specie vivente, cosa assolutamente innaturale da adulti.

Se ci pensate bene è una cosa folle. Oltre che crudele: il modo in cui vengono detenute e sfruttate  le mucche negli allevamenti è allucinate, costrette a gravidanze continue e cicli di mungitura estenuanti a tal punto da farle ammalare,  con conseguente uso di farmaci per rimetterle in sesto fino a quando la loro sorte segnata è quella di finire in un macello.

Per non parlare del dolore di vedersi sottratti i propri piccoli, tanto che, ed è una notizia recente, in un allevamento a conduzione familiare una mucca, a cui avevano tolto già tre piccoli, ha cercato di ‘nascondere’  l’ultimo nato dietro una catasta di legname. Se non sono immagini da lager, cosa sono?

Sono stata per anni vegetariana e per mia grande ignoranza  dovuta alla disinformazione non sapevo la sofferenza che si nascondeva dietro quel bicchiere di latte così bianco e –apparentemente- così puro.
Ebbene, dopo aver visto un servizio su Report, l’impressione è stata tale che ho deciso di smettere di bere latte e mangiare formaggi.
Ma non sapevo dei benefici che avrei tratto da questa scelta.

Sin da ragazzina ho sofferto di un’acne molto fastidiosa, che ho provato a debellare con tutte le creme lozioni antibiotici medicinali possibili, ma nulla, non mi passava. Ho consumato chili di fondotinta per coprire quelle bolle mostruose: un vero e proprio incubo.

Ma da quando ho smesso di bere latte e mangiare latticini e formaggi la mia ineliminabile acne è sparita da sola, come per magia. Come infatti dice il sito di Fondazione Veronesi   sono da evitare anche il latte di mucca e i suoi derivati, che potrebbero contenere ormoni pro-sebo, gli alimenti molto zuccherosi o ricchi di grassi saturi, identificati come fra i più recenti ‘fattori di rischio’ per i brufoli e sempre più presenti nella dieta quotidiana.

Questa è stata una vittoria meravigliosa e consiglio a tutti, se non sapete più quali soluzioni trovare, di cambiare la vostra dieta: ne sarete strafelici

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